Inquadramento territoriale

 

1. Confine del comprensorio di bonifica

Il comprensorio del Consorzio della Bonifica Reatina è stato determinato con la deliberazione del Consiglio Regionale del Lazio n.1112 del 31-01-1990 ed è dell’estensione di circa 194.000 Ha.
Il confine di detto comprensorio è definito dai seguenti limiti geografici:

  • A Nord dal confine tra le Regioni Lazio, Umbria e Marche.
  • A Est dal confine tra le Regioni Lazio e Abruzzo.
  • A Ovest e Sud dal confine tra i Comuni di Cottanello e Configni, dal confine tra il Comune di Cottanello e Vacone, dal confine tra Cottanello e Montisola, dal confine tra Montisola e Contigliano, dal confine tra Contigliano e Casperia, dal confine fra Casperia e Rieti, dal confine tra Rieti e Roccantica, dal confine tra Roccantica e Monte San Giovanni, dal confine tra Monte San Giovanni e Salisano, dal confine tra Monte San Giovanni e Mompeo, dal confine tra Mompeo e Montenero, dal confine tra Montenero e Casaprota, dal confine tra Poggio S. Lorenzo e Torricella in Sabina, dal confine tra Torricella in Sabina e Monteleone, dal confine tra Poggio Moiano e Colle di Tora, dal confine tra Scandriglia e Pozzaglia, dal confine tra Scandriglia e Orvinio, dal confine tra Orvinio e Percile, dal confine fra Percile e Vallinfreda, dal confine tra Vallinfreda e Cineto Romano, dal confine tra Cineto Romano e Riofreddo, dal confine tra Riofreddo e Roviano, dal confine tra Riofreddo e Arsoli fino al confine fra Lazio Abruzzo.

2. Confine del perimetro consortile

Il perimetro del comprensorio consortile con servizi permanenti di bonifica coincide quasi esattamente con la curva di livello di 400 metri s.l.m..
Abbraccia la “Piana Reatina” propriamente detta, gli ultimi tronchi pianeggianti dei fiumi Velino, Salto e Turano e dei torrenti La Riana, Canera, Valle Avanzana, Valle Loccio e la Piana di Cittaducale e di S. Vittorino.
E’ delimitato ad oriente dalle propaggini della catena del Terminillo, ad occidente dalle propaggini della catena del Monte Tancia, a Nord ed a Sud dalle colline, di media altitudine, che raccordano tra loro detti gruppi montuosi maggiori.
E’ attraversato in senso Nord-Sud dal fiume Velino che costituisce il naturale colatore di tutto il comprensorio e che lo divide in due parti, la maggiore delle quali presenta, nella porzione settentrionale, una vasta depressione che ospita i due laghi comunicanti denominati Ripasottile e Lungo.
Ha l’estensione di circa 11.500 Ha, di cui 6.600 Ha in territorio del Comune di Rieti e 4.900 Ha nei territori di altri Comuni.
Di tale estensione 500 Ha costituiscono Ia piana di Cittaducale e di S. Vittorino incluse dal provvedimento regionale n.1112/90.

 

3. Elenco dei Comuni ricadenti nel perimetro consortile con indicazione della superficie degli stessi.

Il comuni ricadenti nel perimetro consortile e le relative superfici sono riportati nella sottostante tabella:

PROVINCIA DI RIETI

COMUNE
ESTENSIONE (ha)
COMUNE
ESTENSIONE (ha)
COMUNE
ESTENSIONE (ha)

Rieti

20.652

Colle di Tora

1.427

Morro Reatino

1.582

Antrodoco

6.400

Collegiove

1.076

Nespolo

866

Ascrea

1.441

Colli sul Velino

1.304

Orvinio

2.455

Belmonte

2.361

Concerviano

2.147

Paganico

920

Borbona

4.634

Contigliano

5.351

Pescorocchiano

9.458

Borgorose

14.893

Fiamignano

10.070

Petrella Salto

10.216

Borgovelino

1.733

Greccio

1.788

Poggio Bustone

2.233

Cantalice

3.771

Labro

1.141

Posta

6.620

Castel di Tora

1.555

Leonessa

20.485

Pozzaglia

2.522

Castel S. Angelo

3.131

Longone Sabino

3.405

Rivodutri

2.685

Cittaducale

7.095

Marcetelli

1.102

Roccasinibalda

4.941

Cittareale

5.897

Micigliano

3.744

Turania

860

Collalto Sabino

2.218

Monte S. Giovanni

3.070

Varco Sabino

2.464

Cottanello

3.653

Montenero Sabino

2.263

Torricella Sabina

2.578

 

PROVINCIA DI ROMA

COMUNE

ESTENSIONE (ha)

COMUNE

ESTENSIONE (ha)

COMUNE

ESTENSIONE (ha)

Riofreddo

1.246

Vivaro Romano

1.250

Vallinfreda

1.682

 

4. Canali di bonifica individuati di Preminente Interesse Regionale (P.I.R.)

Le aste idrauliche, ricadenti all’interno del comprensorio di bonifica, catalogate come opere di preminente interesse regionale sono le seguenti:

  • Canale allacciante le acque alte in destra del fiume Velino (denominato Canale S. Susanna)
  • Canale allacciante le acque alte in sinistra del fiume Velino ( Canale Monticchiolo-Reopasto)
  • Canale di acque medie Maraone-Caneretta

 

5. Descrizione dei canali e delle loro caratteristiche

Canale allacciante le acque alte in destra del fiume Velino (Canale S. Susanna)

E' l’opera che, unitamente all’impianto idrovoro di Ripasottile, completa la bonifica idraulica del sub comprensorio consorziale in destra del Velino.
E' ubicato lungo il bordo settentrionale del comprensorio di bonifica, ai piedi del sistema collinare tra i Comuni Rivodutri e Colli Sul Velino.
Raccoglie le acque provenienti dalle sorgenti di S. Susanna (6,00 mc/sec) e quelle dei numerosi fossi della soprastante gronda montana e le scarica nel fiume Velino in località il Torrone nel Comune dei Colli Sul Velino.
E' Realizzato interamente in terra ed e pensile rispetto al piano di campagna.
Ha lunghezza di 9.000 metri e larghezza di 28,60 metri, la sezione trapezia è composta dalle seguenti dimensioni:
Larghezza del fondo mt 5,00; larghezza delle banchine mt 2,00; larghezza della cresta arginale mt 2,50; ampiezza mt 20,10.
Costruito nel 1939, convoglia una portata di piena massima di 22,00 mc/sec circa con tirante idrico di mt 2,70, pendenza dello 0,35 % e velocita massima di 0,90 m/sec.

Canale allacciante le acque alte in sinistra del fiume Velino (Canale Monticchiolo-Reopasto)

E` ubicato lungo il bordo occidentale del comprensorio di bonifica e si sviluppa ai piedi delle colline comprese tra i Comuni di Contigliano, Greccio e Rieti.
Raccoglie le acque provenienti dai numerosi fossi della soprastante gronda montana recapitandole nel fiume Velino in località Reopasto.
E’ costituito da arginature in terra, ad eccezione di un breve tratto intermedio in località Sellecchia, ubicato tra la strada provinciale Rieti-Marmore e la ferrovia Sulmona-Terni, realizzato in calcestruzzo armato.
Pensile rispetto al piano campagna, ha un estensione di 8.000 metri e larghezza media di 29,5 metri.
Di sezione trapezia è caratterizzato dalle seguenti dimensioni: larghezza del fondo mt 3,00; larghezza delle banchine mt 1,50; larghezza della cresta arginale mt 2,00; ampiezza mt 10,50.
Realizzato nel 1968, convoglia la portata massima di 16 mc/sec con tirante d‘acqua di mt 2,50, pendenza 0,5% ed una velocità massima di 1,00 mc/sec.

Canale di recapito delle acque medie Maraone-Caneretta

Raccoglie gli scoli dei terreni di media altitudine a valle del canale allacciante le acque alte in sinistra del fiume Velino e li convoglia nel fiume stesso, quando i livelli di quest’ultimo lo consentono.
ln caso di piena del fiume Velino, un chiavica intercetta i deflussi del canale e li devia nella vasca dell’impianto idrovoro di Reopasto che provvede al loro sollevamento e scarico nel detto fiume.
E’ lungo 8.500 metri ed ha sezione trapezia di ampiezza complessiva di circa 10,00 metri quadrati con fondo d’alveo largo metri 2,00 mediamente.
Realizzato completamente in terra, convoglia la portata massima di 8,00 mc/sec, con tirante d’acqua di mt 1,80 pendenza di 0,00075 m/m e velocità massima di 1,10 m/sec.

 

6. Impianti di bonifica individuati di Preminente Interesse Regionale (P.I.R.)

Gli unici impianti presenti sul territorio consorziale sono impianti idrovori, sono stati individuati come di preminente interesse regionale, e sono i seguenti:

  • Impianto idrovoro di Ripasottile
  • Impianto idrovoro di Reopasto e Pantano

 

7. Descrizione degli impianti e delle loro caratteristiche

Impianto idrovoro di Ripasottile

E’ l’ opera più importante della bonifica della Pianura Reatina ed è a servizio di un territorio esteso circa 10.800 Ha, di cui 6.800 ettari montani e 4.000 ettari di pianura, questi ultimi ricadenti nel comprensorio di bonifica medesimo.
E` ubicato sulla sponda settentrionale dell’omonimo lago, in prospicienza del fiume Velino.
Nel lago si raccolgono tutti gli scoli delle zone basse del sub-comprensorio di bonifica situato in destra del fiume Velino, tra il canale S. Susanna, il sopra detto fiume e le propaggini delle località periferiche di Rieti (località Molino della Salce e Madonna del Cuore), nonché quelli provenienti dalle falde montane comprese tra le displuviali del fosso di Rivodutri e del fosso dell’Annunziata.
Costruito intorno agli anni ’40, è stato gestito dall’ENEL (oggi E.ON.), che ne cura a proprie spese l’esercizio, sin dal disciplinare del 1929.
E` dotato di n. 4 elettropompe ad elica ad asse verticale, di cui una di riserva, a servizio continuo, delle potenza massima complessiva di 1660 HP, portata massima di 18,50 mc/sec con ana prevalenza di 4,72 metri.
E’ alimentato da una linea elettrica a 20.000 V, trasformata a 500 V, per l’azionamento delle elettropompe e a 220 V per i servizi ausiliari.
Il fabbricato idrovoro è costruito in calcestruzzo armato e poggia su platea di fondazione anch’essa in
Calcestruzzo armato e sostenuta da fondazione in pali trivellati.
Ospita, nel corpo centrale la sala macchine, e nei due corpi laterali l’officina e la cabina elettrica di trasformazione della corrente di alimentazione; superiormente ai corpi laterali vi sono gli appartamenti del personale di sorveglianza.
A corredo vi è la vasca di raccolta ed il canale di scarico, quest’ultimo totalmente rivestito con lastre di calcestruzzo armato gettato in opera.
Provvede al sollevamento delle acque del lago di Ripasottile e al loro recapito nel fiume Velino, ove dette acque non potrebbero defluire naturalmente per deficienza di quote altimetriche rispetto al livello normale del fiume stesso.

lmpianto idrovoro di Reopasto-Pantano

Provvede, unitamente al canale allacciante le acque alte in sinistra del fiume Velino, alla bonifica idraulica del sub-comprensorio situato tra detto fiume ed il canale, a valle della località Terria del Comune di Contigliano, esteso circa 2.000 ettari.
E’ ubicato in prospicienza della sponda di sinistra del fiume Velino, in località Reopasto del comune sopra detto.
E’ stato ultimato nel 1993 ed è gestito attualmente dal Consorzio della Bonifica Reatina, in attesa che venga risolta la vertenza con l'ENEL (oggi E.ON.) circa l’assunzione della gestione.
E’ dotato di n.5 elettropompe ad elica ad asse verticale della potenza massima di 550 HP, portata massima pari a 8,00 mc/sec per una prevalenza massima di 4,30 metri.
Il fabbricato idrovoro è costruito in calcestruzzo armato e poggia su di una platea anch’essa in calcestruzzo armato, sostenuta a sua volta da una palificata di fondazione in pali trivellati.
Ospita, nel corpo centrale la sala macchine; in quello laterale Est a piano terra l’officina ed al piano superiore gli uffici dei guardia parco della Riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile; in quello laterale Ovest la cabina
di trasformazione al piano terra mentre superiormente è situato l’appartamento di guardiania.
A corredo dell’impianto sono stati realizzati, la vasca di raccolta ed il canale di scarico, rivestiti rispettivamente in pietrame ed in calcestruzzo, e l’apparato sgrigliatore.
Il funzionamento dell’impianto è alternato, in funzione dei livelli delle acque del fiume Velino.
L’impianto idrovoro di Pantano è connesso con il maggiore impianto idrovoro di Reopasto, assicurando un primo sollevamento di acque basse della località Pantano, i cui terreni, per deficienza di quote altimetriche rispetto al canale collettore Maraone , non vi possono scolare naturalmente.
E’ ubicato in sponda sinistra del tratto iniziale del ramo secondario del suddetto collettore nei pressi della stazione ferroviaria di Terria (Comume di Contigliano).
E’ dotato di n. 2 elettropompe del tipo sommerso della potenza massima di 15 HP, portata massima 200 l/sec per la prevalenza di m 3,75, installate in un manufatto in calcestruzzo superiormente al quale è poggiato un gabbiotto metallico di alloggiamento dei meccanismi automatici di azionamento delle elettropompe.
Lo corredano, la vasca di arrivo, rivestita in calcestruzzo, la vasca di scarico e la chiavica di intercettazione delle acque della zona servita.
E' stato costruito nel 1994 ed è gestito dal Consorzio della Bonifica Reatina, nelle more della presa in gestione da parte dell'ENEL (oggi E.ON.).

 

8. Corsi d’acqua in servizio di pubblica di manutenzione

I corsi d’acqua individuati come mantenuti dal Consorzio della Bonifica Reatina come servizio pubblico sono i seguenti:

  • Torrente Canera
  • Terrente Lariana
  • Fosso Ranaro
  • Fosso Rivodutri
  • Fosso Capocanale

9. Descrizione dei corsi d’acqua e delle loro caratteristiche:

Torrente Canera (Comuni di Rieti, Contigliano e Monte San Giovanni)
Il Torrente Canera nasce dalle pendici della catena montuosa del Tancia, alla quota di 600 metri s.l.m. e dopo un percorso di circa 12 Km, sbocca nel fiume Turano in località Porto Corrente a quota di 380 metri s.l.m., ove recapita le acque del bacino imbrifero di competenza esteso circa 45 Kmq.
Il tratto del torrente dall’origine sino al sottopasso del ponte della provinciale Tancia, della lunghezza di 9.000 ml scorre incassato, quello successivo, della lunghezza di ml 3.000, è arginato e pensile sulla campagna.
Tale ultimo tratto, fino al 1929, epoca di costituzione del Consorzio di Bonifica integrale della Piana Reatina, ricadeva sotto la giurisdizione del Consorzio idraulico di quarta categoria denominato appunto del "Canera".
Dopo il 1929 è passato in gestione al Consorzio di Bonifica sopra detto, subentrato nei diritti e negli obblighi ai numerosi Consorzi idraulici e stradali preesistenti nel reatino, tra cui quello del Canera.
Il tratto principale del corso d’acqua (quello pensile) presenta una sezione trapezoidale semplice di ml 5,00 di larghezza del fondo e di ml 3,50 di profondità, in grado di smaltire la portata massima di 35 mc/sec con un tirante idrico di ml 2,50, pendenza di 0,0025 m/m ed una velocità di 2,20 mc/sec.
Importanti opere di presidio della confluenza nel Turano sono state eseguite dal Consorzio in gabbioni e pietrame intorno al 1978 con fondi del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste.
Il Consorzio ha provveduto annualmente, con i contributi dei Consorziati interessati ed il concorso nella spesa della Regione Lazio, alla manutenzione ordinaria del tratto arginato, curandone la buona conservazione, effettuandone periodiche rimozioni dei materiali solidi depositatisi sul fondo e costruendo alcune difese spondali in palificate di legno e retrostante pietrame.
Il tratto del torrente oggetto della presente gestione è lungo 5.000 ml e comprende l’anzidetto tratto arginato oltre a 2.000 ml di corso d’acqua a monte di Ponte Tancia.

Torrente Lariana (Comuni di Rieti e Belmonte in Sabina)

Il Torrente Lariana nasce alle pendici dei monti soprastanti la località denominata Pantana , nel Comune di Belmonte in Sabina, alla quota di 600 metri s.l.m. e dopo un percorso di 11 Km circa sfocia nel fiume Turano nel Comune di Rieti, poco a valle della frazione di Maglianello Basso, alla quota di 390 metri s.l.m., ove recapita le acque alte del bacino imbrifero di competenza, esteso circa 35 Kmq.
Il tratto del torrente, dall’origine fino al ponte della provinciale Turanense, della lunghezza di 6.000 ml, scorre incassato, mentre quello successivo, della lunghezza di 5.000 ml, è arginato e pensile sul piano campagna.
Tale ultimo tratto ricade sotto la giurisdizione del Consorzio della Bonifica Reatina.
Il Lariana presenta una sezione media trapezoidale semplice di ml 4,00 di larghezza di fondo e di ml 3,50 di profondità, in grado di smaltire la portata massima di 24 mc/sec con tirante d’acqua di ml 2,50, pendenza di m 0,0022 m/m e velocità di 1,90 m/sec.
Importanti opere di presidio delle sponde in palificate e retrostante pietrame sono state eseguite dal Consorzio con fondi ministeriali e regionali.
La manutenzione del corso d’acqua, cui in passato il Consorzio ha provveduto, con i contributi dei consorziati interessati ed il concorso nella spesa della Regione Lazio, consiste nell’effettuare periodiche rimozioni dei materiali solidi depositatisi sul fondo, nel taglio della vegetazione infestante e nella ricostruzione delle difese di sponda in palificate di legno e retrostante pietrame.

Fosso Ranaro (Comune di Rieti)

Il fosso Ranaro nasce dalle pendici della catena montuosa del Terminillo a quota 900 metri s.l.m. e dopo un percorso di 12 Km sfocia nel fiume Velino in località Casapenta, a quota 392 metri s.l.m., ove recapita le acque del bacino imbrifero di competenza esteso circa 42 Kmq.
Dalla confluenza col fosso Pantana per 2.000 metri a monte è passato in gestione del Consorzio della Bonifica Reatina, giusta deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n.4394 del 28.09.1999, quale corso d’acqua con servizio pubblico di manutenzione.
Tale tratto presenta una sezione media trapezoidale semplice di metri 5,00 di larghezza di fondo e di metri 3,00 di profondità, in grado di smaltire la portata max. di 37 mc/sec con il tirante d’acqua di metri 2,00, pendenza di 0,003 m/m e velocità pari a 2,31 m/sec.
Gli interventi di manutenzione ordinaria di tale tratto di corso d’acqua consistono essenzialmente nella rimozione dal fondo dei depositi solidi ivi accumulatisi e nel taglio della vegetazione infestante l’alveo.

Fosso Rivodutri (Comune di Rivodutri)

Il fosso di Rivodutri nasce dalle pendici della catena montuosa soprastante Rivodutri a quota 1.000 metri s.I.m. e dopo un percorso di 12 km circa sfocia nell’opera di presa del Canale S. Susanna, nella omonima località, a quota di 376 metri s.l.m., ove recapita le acque del bacino imbrifero di competenza esteso 19 kmq circa.
Dall’origine fino al sottopasso del ponte della provinciale Vicenna, della lunghezza di 11,700 ml, scorre in parte pensile e in parte incassato, quello successivo, della lunghezza di 300 ml é completamente arginato e pensile sulla
campagna.
Il tratto in gestione del Consorzio di Bonifica è lungo complessivamente 3.000 ml, e comprende i 300 ml di cui sopra più un tratto di 2.700 ml a monte.
Tale tratto del corso d’acqua presenta una sezione trapezoidale semplice di ml 2,00 di larghezza di fondo e di ml 2,50 di profondità, in grado di smaltire la portata massima di 14 mc/sec con un tirante idrico di ml 1,70, una pendenza di 0,006 m/m ed una velocità di 2,3 m/sec.
Importanti opere di presidio della arginatura di sinistra in corrispondenza delle immissioni nella opera di presa del canale S. Susanna sono state eseguite da parte del Consorzio della Bonifica Reatina con fondi della Regione Lazio.
Il Consorzio ha provveduto annualmente, con i contributi dei consorziati interessati ed il concorso nella spesa della Regione Lazio, alla manutenzione ordinaria del tratto arginato, curandone la buona conservazione ed effettuando periodiche rimozioni dei materiali solidi depositatisi sul fondo nonché il taglio della vegetazione infestante.

Fosso Capocanale (Comune di Contigliano)

Il fosso Capocanale nasce dalle pendici della catena montuosa del Tancia a quota di 800 metri s.l.m. e dopo un percorso di 6 km sfocia nell’opera di presa del canale allacciante di sinistra in località Monticchiolo a quota di 380 metri s.l.m., ove recapita le acque del bacino imbrifero di competenza esteso 3 kmq.
Il tratto del fosso dall’origine fino allo sbocco nella vasca del canale allacciante scorre in parte incassato ed in parte pensile.
Il tratto terminale del fosso, dalla confluenza dei torrenti Ravi e Valle Cupa da cui ha origine fino al limite cartografico del comprensorio di bonifica, della lunghezza di circa 2.500 ml, è in gestione del Consorzio della Bonifica Reatina.
Tale tratto del corso d‘acqua presenta una sezione trapezoidale semplice di ml 3,50 di larghezza di fondo e di ml 2,50 di profondità, in grado di smaltire la portata massima di 19,00 mc/sec con tirante idrico di ml 1,70, una pendenza di m 0,006 m/m ed una velocità di 2,5 m/sec.
Alcune opere di presidio della confluenza nella detta opera di presa sono state eseguite dal Consorzio di bonifica intorno al 1978 con fondi dell’allora Ministero Agricoltura e Foreste.
Il Consorzio ha provveduto annualmente, con i contributi dei consorziati interessati ed il concorso nella spesa della Regione Lazio, alla manutenzione ordinaria del tratto arginato, curandone la buona conservazione ed effettuando periodiche rimozioni dei materiali solidi depositatisi sul fondo, costruendo alcune palificate in travi in legno con retrostante pietrame, ed effettuando il taglio della vegetazione infestante.

 

10. Impianti pubblici di irrigazione

L’irrigazione della piana reatina è stato il problema affrontato dal Consorzio intorno agli anni ‘50 dopo l’ultimazione delle più importanti opere di bonifica del comprensorio consorziale.
In seguito della concessione di derivazione, dal fiume Velino, della portata di 5,00 metri cubi al secondo, assentitagli con decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste del 1953, il Consorzio ha potuto intraprendere gli studi per l’irrigazione dl circa 5.000 ha del proprio comprensorio.
E‘ stato redatto e realizzato nel 1955 un primo progetto, riguardante l’irrigazione della zona ortiva di Camporeatino e Porrara-Padule, ubicata alle porte di Rieti, dove tale pratica veniva già in parte seguita dagli agricoltori, utilizzando le modeste acque sorgive del Cantaro residuali dagli impieghi potabili.
Successivamente, nel 1970, il Consorzio ha posto mano alle progettazioni delle opere necessarie per l’irrigazione del più vasto comprensorio consorziale estendentesi per circa 4.650 ettari nella pianura reatina.
Tali progettazioni hanno riguardato:

  • La costruzione dello sbarramento mobile sul fiume Velino, in località Giorlandina, finalizzato alla derivazione delle acque irrigue;
  • La costruzione dei canali derivatori in destra ed in sinistra del fiume stesso;
  • La costruzione dei canali adduttori per le zone in sinistra del fiume Turano; tra il fiume Turano e Velino e in destra del Velino verso le località Saletto e Basso Cottano.
    Le opere sopra dette sono state realizzate tra il 1970 e il 1990.


Recentemente, nel 1993, il Consorzio ha costruito, in località Basso Cottano, un impianto irriguo sperimentale tubato a pressione che serve un piccolo sub-comprensorio della detta località esteso circa 40 Ettari con presa delle acque dal canale adduttore in destra del Velino verso detta località.

 

11. Descrizione degli impianti e delle loro caratteristiche

Impianto irriguo Camporeatino e Porrara-Padule (Comune di Rieti)

Le opere irrigue dell’impianto sopra detto comprendono una stazione di sollevamento delle acque, posizionata in sponda destra del Velino, per l’esattezza in corrispondenza del ponte carrabile denominato Cavallotti, e la rete delle canalizzazioni irrigue, in cemento armato prefabbricato, che percorrono il comprensorio irriguo (di circa 350 ha) con uno sviluppo di circa 30 km.
La stazione di pompaggio è dotata di n.5 elettropompe della portata complessiva di 490 litri/sec.
L’acqua irrigua è sollevata fino ad una vasca di accumulo costruita nel pressi di porta d’Arci, dove, per gravità, viene condotta nelle canalizzazioni irrigue e distribuita sui terreni agricoli per scorrimento.
L’esercizio dell’irrigazione avviene tramite appositi turni predisposti dagli uffici preposti del Consorzio della Bonifica Reatina.
La manutenzione consiste principalmente nella ripulitura delle canalette irrigue, nel restauro delle lastre di rivestimento, nella stuccatura dei giunti che incorrono in danneggiamenti di vario genere a causa delle erbe e delle avversità atmosferiche.
Consiste altresì in qualche modesta riparazione delle opere d’arte e in adeguamenti funzionali delle condotte distributrici.
L’esercizio delle opere comprende la fornitura dell’energia elettrica occorrente per l‘azionamento delle pompe, la spesa per l’operaio specializzato elettricista addetto al funzionamento ed alla manutenzione delle pompe e per i tre acquaioli necessari (a turno) per la sorveglianza dell’erogazione e per la regolare attuazione dei turni di distribuzione dell'acqua.

lmpianto irriguo della Piana Reatina (Comune di Rieti)

Comprende lo sbarramento mobile sul fiume Velino in località Giorlandina, per la captazione delle acque irrigue, nella quantità massima di 4.510 l/sec, la rete dei canali irrigui di derivazione e d’adduzione, nelle varie località, dell’acqua stessa.
Tale rete è costituita da canalizzazioni in cemento realizzate in opera o prefabbricate con manufatti del tipo "cassa 900“ confluenti nei collettori di scolo della bonifica ed in grado di consentire l‘utilizzazione irrigua ad un territorio esteso circa 1.500 ettari.
L’acqua irrigua è prelevata dagli agricoltori direttamente dalle canalizzazioni e canali di scolo a mezzo di pompe private e viene distribuita sul terreni per aspersione.
Per il sub-comprensorio di Pratolungo l’acqua è prelevata dal canale adduttore per le località di Basso Cottano a mezzo di impianto di pompaggio ubicato nella adiacenza del omonimo canale e distribuita attraverso una rete di tubazioni in pressione.
La manutenzione prevista consiste principalmente nella ripulitura dei canali irrigui, delle griglie e dei canali di bonifica, l’azionamento delle motopompe, la spesa per l’elettricista addetto alle elettropompe e quella degli acquaioli occorrenti per la sorveglianza delle erogazione e per la regolare attuazione della distribuzione irrigua.
La necessità di manutenzione ed esercizio, con i relativi costi, e le tipologie degli impianti sopra detti, sono dettagliatamente descritti e valutati nell’allegato di riferimento.